02 agosto 2008

Prefazione

Scrivo fin da quando ero piccola. Inizialmente erano poesie per i miei genitori o per il principe azzurro di turno. Col passare degli anni, crescendo, ho voluto, attraverso la poesia o semplicemente il mio scrivere, esplorare nuove strade e, cominciando a giocare con le parole, immortalare emozioni, momenti, sentimenti, imparando ad osare, nonostante i dubbi e i timori della ragazzina che sopravvive ancora in me.

Ciò che costituisce il fil rouge del mio poetare è un sentire femminile e non mi riferisco, come si è soliti fare, esclusivamente alla sensibilità o alla sensualità femminili, ma ad un sentire pieno di rabbia, angoscia, insoddisfazione  per ciò che la Donna subisce, diviene, compie in un mondo paradossale qual è quello odierno, fatto di diritti e doveri ripartiti alla rinfusa, di nuovi ruoli e modelli, di ritmi serrati, dell’apparenza, della bellezza e del piacere a tutti i costi. Non c’è giudizio, solo un sentire diverso ed unico allo stesso tempo, che a volte soffochiamo prese dalla nostra quotidianità, che talvolta prende forma in lacrime improvvise o nella “revieres”, il fantasticare in piena ed inconscia libertà.   

Nella seguente raccolta, di questo sentire ho fatto protagonista Proserpina, la fanciulla strappata alla madre dal Dio dell’Ade che ne ha fatto la sua sposa e che per volere di Giove ritorna ogni sei mesi in superficie donando agli uomini frutti e giornate di sole. La Kore di questa mia raccolta cresce, vivendo, una per una, le stagioni della vita, - dalla Primavera, metafora dell’adolescenza con le sue prime esperienze di vita, all’Estate, esplosione di maturità e passioni nuove, all’Autunno inteso come transizione dolorosa ma talora obbligata ad una consapevolezza maggiore o, ahimè, ad una rassegnazione lacerante, all’Inverno racchiudendo in questa stagione le atrocità vissute dalla donna in ogni tempo e in ogni luogo - e indossando di volta in volta vesti o stracci che appartengono ad ognuna di noi, interpretando quelle sfumature che solo l’Uomo attento riesce a cogliere e talora ad apprezzare.

Del resto l’amore e la relazione con l’Altro costituiscono l’altro leitmotiv del mio verseggiare. Essi sono per me il motore del mondo, ciò che dobbiamo imparare a coltivare, abbandonando i preconcetti e le strade battute dagli altri prima di noi e che ci sono state imposte con la forza della tradizione e della superstizione.  

Non è un’opera autobiografica, non del tutto almeno. In qualche lirica è possibile racimolare briciole di me, di qualche amore passato o semplicemente immaginato, del mio sentire.

Questo è “Sfumature di… donna”.

 

 

G.G.

Commenti

BELLO! :))

Scritto da : marantega | 02 agosto 2008

Grazie Marantega :) Torna presto.

Scritto da : vestimidipoesia | 02 agosto 2008

Sicuramente avrai successo anche in questo progetto, un altro tassello di vita che nasce, ne farò parte? Lo spero! Baci dal tuo Strangeboy ;-)

Scritto da : Strangeboy | 02 agosto 2008

leggerò con interesse le tue poesie, che sento vicine nell'espressione dei miei sentimenti.
un saluto, a presto

giulia

Scritto da : giulia | 04 agosto 2008

complimenti per le idee, passero' piu' spesso per leggere le poesie!
un abbraccio da chi scrive in musica :-)

Scritto da : overflow975 | 04 agosto 2008

Molto bello il tuo blog, complimenti per le poesie, scrivi davvero bene. Grazie per essere passata a trovarmi, un saluto!

Scritto da : Claudia | 05 agosto 2008

T'invidio..... lo ammetto......
anche a me piace scrivere ma per lo più racconti che vanno un pò sull'umoristico perchè io, in sostanza, sono una che affronta una vita piena di "drammi" più o meno gravi e lo fa con spensieratezza. Mi escono racconti comici.... mah......
o forse è la mia testa che seppure vecchia di quasi 40 anni è rimasta quella di una ragazzina di 15.
;-)

E nonostante l'invidia.... ti ammiro moltissimo!!! :-D

Scritto da : Mapy | 05 agosto 2008

“giocare con le parole, immortalare emozioni, momenti, sentimenti…”

Credo che questa tua espressione sia un’efficace definizione di poesia, in grado di affascinare anche chi, come me, raramente si dedica a questa arte.
Trovo molto originale l’idea di raccontare le “sfumature di donna” attraverso le stagioni della vita.


“dalla Primavera, metafora dell’adolescenza con le sue prime esperienze di vita, all’Estate, esplosione di maturità e passioni nuove, all’Autunno inteso come transizione dolorosa ma talora obbligata ad una consapevolezza maggiore o, ahimè, ad una rassegnazione lacerante, all’Inverno racchiudendo in questa stagione le atrocità vissute dalla donna in ogni tempo e in ogni luogo…”

Suddivisione magistrale, davvero azzeccata devo dire.
Sono perfettamente d’accordo: l’amore e la relazione con gli altri sono il motore del mondo e dobbiamo coltivarli, abbandonando i preconcetti imposti con la forza della tradizione e della superstizione, liberi da falsi miti. La bugia è infida e dolorosa, ma peggiore è il mito, meschino, vigliacco e devastante, come una mantide ti seduce e ti uccide, ti abbandona e crea addirittura proseliti.
Seguirò il tuo blog attentamente, sono molto interessato al sentire femminile.
La femminilità, nel suo insieme, è una qualcosa che mi ha sempre affascinato, complicata , misteriosa ma irresistibile. A parer personale molto donne al giorno d’oggi ne sono prive.

Vediamo se riuscirò a cogliere le sfumature di donna che ci vorrai raccontare.

Buona fortuna

Scritto da : cristiangranata | 08 agosto 2008

se sei Lulù, sotto mentite spoglie sei passata solo oggi... G.G.!
non ci sono ancora... ma sono iniziali reali o fittizie?
Non posso permettermi di citare tutte le blogger prima di essere certo, lasciami indagare... Un bacio, A.
(o sei Lulù o provieni da T.)

Scritto da : thewasteland | 19 agosto 2008

Lulù!
Ti sei fatta una chat?

Scritto da : thewasteland | 19 agosto 2008

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